Intervista ad Emanuele Coggiola

In occasione dell’uscita del nuovo album “Dopo la pioggia” ho incontrato il celebre cantautore fiorentino.


Annunci

1) Buongiorno Emanuele, grazie molte per aver accettato quest’intervista. Il 9 settembre è uscito il tuo nuovo album “Dopo la pioggia”. Quando hai iniziato a lavorare a questo volume?

Le prime idee risalgono a una decina di anni fa. Io e Francesco (Milo, il co-autore di parte dei testi) ci trovammo in una condizione sentimentale simile e per caso buttamo giù qualcosa insieme. Col tempo le idee si sono definite meglio e abbiamo pensato che avremmo potuto raccontare una storia su un unico fil-rouge. Ne uscirono fuori una manciata di canzoni e i primi arrangiamenti, poi tutto si interruppe. Ho ripreso quell’idea nel 2018, l’abbiamo sviluppata e definita nel giro di un paio d’anni. Poi, la produzione del lavoro è cosa recente.

2) “Dopo la pioggia” contiene ben quattordici tracce (una rarità al giorno d’oggi), che appartengono a due momenti ben definiti del percorso narrativo. Prima il buio, il vuoto, la sofferenza. Dopo la luce, le speranza, una nuova tranquillità. Come si è sviluppata l’idea alla base del concept?

Come accennavo prima, quando, con Francesco, abbiamo capito che quello che stavamo buttando giù parlava più o meno della stessa storia, abbiamo deciso di focalizzarci sul concept e abbiamo direzionato all’uopo la narrazione.

3) L’album è nato in collaborazione con lo scrittore Francesco Milo, dando vita ad un interessante esperimento di auto-fiction tratto da esperienze autobiografiche. Ti andrebbe di parlarci della messa a punto di questa chiave narrativa?

Diciamo che via via che scrivevamo le cose si sono come “incastrate” da sole. La chiave narrativa è appunto il concept dell’elaborazione del lutto.

Per esempio, Un Canto al Cielo non è stata scritta nel flusso del lavoro ma è una canzone di un’altro autore, David Iozzi, di cui ho curato la produzione del primo album e di cui il brano in questione era rimasto fuori. Siamo riusciti a metterlo in scaletta perché idealmente (anche se non scritto per quello) si può collocare nel momento in cui il “protagonista” della storia si trova a vivere il rifiuto di sé e degli altri (“si sospendano cure, sognate amenità…”). Una specie di sogno lucido autolesionista. E ci sta alla perfezione!



Annunci

4) Dall’impianto testuale a quello musicale, il disco ti vede alle prese con tanti strumenti e collaboratori, anche per quanto riguarda il cantato. Affiancato a uno stile cantautorale di evidente “gusto” italiano si possono ascoltare elementi sonori che appartengono al folk-rock internazionale. Potresti raccontarci com’è avvenuta la costruzione del sound della raccolta?

All’inizio era partito tutto in chiave elettro-acustica. I brani sono stati scritti sulla chitarra acustica. Al tempo i riferimenti erano artisti come Isbells, il Bon Iver di For Emma, Forever Ago, I primi Arcade Fire. Poi ci siamo fermati e quando ho ripreso tutto le mie influenze musicali erano cambiate. Così è diventato tutto un po’ più rock con influenze più disparate, anche se poi ho cercato di dare a questo lavoro un ventaglio di stile più ampio possibile. Si possono trovare atmosfere molto dark e noise come In Silenzio, altre più rock come Dopo la Pioggia, altre ancora più ballad come Lento respirare o americane come Greetings From The Horizon.

5) C’è un brano in particolare tra i quattordici presenti che vorresti segnalare agli ascoltatori?

È come chiedere qual è il figlio preferito!

Posso dire che “Imprudenti Bisogni” è stata scritta in seguito ad un’esperienza particolarmente intensa. Riascoltarla mi procura sensazioni piuttosto forti, nel bene e nel male.

6) In vista dell’uscita di “Dopo la pioggia” hai in programma un tour di promozione?

Eh, bella domanda. La volontà c’è… Diciamo che per noi “piccoli” non è semplice mettere in piedi la macchina dei live, per tutta una serie di questioni, in primis trovare lacations che ti accettano. Diciamo che comunque ci stiamo lavorando e speriamo di fare un mini-tour l’inverno prossimo.

Annunci

Immagini gentilmente fornite dall’Ufficio Stampa A Buzz Supreme. Un sentito ringraziamento a Leonardo Cianfanelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: